"Questa è una storia di amore, amicizia, e trasformazioni" - il regista, Michael Arias
Dopo l'enorme successo dell'opera originale da cui è tratta l'animazione, l'omonimo fumetto firmato Taiyou Matsumoto, con oltre un milione di copie vendute nella sua terra natale, il leggendario Tekkon Kinkuriito (titolo letteralmente intraducibile, basato su un gioco di parole tra tekkin = "cemento armato", e konkuriito = equivalente anglofono per "cemento") diventa un lungometraggio animato diretto dal regista di Animatrix nonché maggiore rappresentante dell'animazione made in Hollywood, Michael Arias, in una collaborazione da sogno con il maggiore esponente dell'animazione nipponica, lo Studio 4°C.
L'animazione rapisce gli occhi degli spettatori con uno straripante senso di movimento e di volo mai visti prima, le voci appassionate e appassionanti dei personaggi attribuiscono sentimenti e anima ai personaggi al punto di trascinare dentro il mondo di Tekkon. Inoltre, il totale senso di ebbrezza e di vertigine che trasuda tutta l'opera, la contraddistingueranno come capolavoro indiscusso dell'anno.
Una risposta che cambia il mondo: "Cosa vedi, tu, da lì?"
Un quartiere d'"inferno" avvolto da yakuza (malavita organizzata giapponese) "giri e ninjo" (giri, si legge "ghiri", è il senso del dovere in senso confuciano, ossia la necessità di accettare i sacrifici che spettano ad ognuno; ninjo è il sentimento di umanità spontaneo. Sono due concetti che si sono sviluppati nella classe samuraica durante il feudalesimo giapponese. Il rapporto feudale tra superiori e inferiori si basava sul "sentimento di debito morale", il giri, che l'inferiore provava nei confronti del suo superiore per i favori ricevuti. Tali valori pur entrando talvolta in forte conflitto, rappresentano in realtà due facce di una stessa medaglia. Il rapporto giri-ninjo è un motivo ricorrente nelle rappresentazioni teatrali del kabuki). Due ragazzi che vi svolazzano liberamente, chiamati anche i "gatti", Shiro e Kuro. In questo quartiere, chiamato Takaramachi ("il quartiere del tesoro" o anche "la città del tesoro"), che sembrava immutato da tempo immemorabile, si cominciano a intravedere misteriosi movimenti con il pretesto di un nuovo sviluppo. Yakuza che escono dal giro, espropriazioni territoriali, violenza quasi tribale, il progetto imperscrutabile della costruzione di un "castello dei bambini", tre loschi uccisori, e poi l'ombra di un uomo conosciuto come Hebi (il Serpente)... Aggredito da questi tre uccisori, Shiro viene prelevato dalla polizia, che lo prende anche in custodia. Nel cuore di Kuro, costretto a separarsi da Shiro, con cui era ormai una sola anima, si fanno strada violenza e pungente devastazione. Nel frattempo, si sparge nel quartiere che sia comparso "un ragazzino leggendario assetato di sangue e violenza" (la Donnola). Kuro, Shiro, gli Yakuza, gli ispettori, gli assassini, il Serpente e poi la Donnola... Un quartiere e i suoi abitanti che vanno cambiando. Si ribelleranno o subiranno la situazione? Quale sarà la scelta di Kuro e Shiro, nei confronti mondo della verità che si espande a un'estremità in cui Luce e Buio si fronteggiano?
Una leggenda in un sol fiato. La cristallizzazione dell'appassionata volontà dei creatori e dei doppiatori.
Tekkon Kinkreet è licenziato da Sony Pictures anche per l'italia










